8 Cose da Fare e Vedere a Berat (Albania)

Berat, conosciuta  anche con il nome “Città dalle mille finestre”, ha 2.500 anni di storia, che l’ha dotata di un’archeologia straordinaria, di zone residenziali pittoresche e di monumenti conservati. Il fascino di Berat risiede nella sua architettura, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, e nell’epico scenario montano che protegge la città. Da quando è passata sotto il giogo dell’Impero Ottomano nel 1400, Berat è anche un luogo dove cristiani e musulmani hanno vissuto insieme in relativa pace, con chiese e moschee che condividono lo stesso spazio. Il paesaggio urbano fa parte del fascino di Berat, dove pittoresche case in pietra sui ripidi pendii delle colline sembrano accatastarsi una sull’altra. Esploriamo le cose migliori da fare a Berat!

Cose da Fare e Vedere a Berat

Il Castello di berat

L’antica cittadella di Berat incombe sulla parte più recente della città e ci si può arrivare su un difficile sentiero di ciottoli – non sottovalutate quanto sia ripido! Qui c’è una fortezza fin dal 300, ma le mura e le torri come appaiono oggi sono del 1200. Ciò che è affascinante è come questa alta struttura difensiva del Medioevo sostenga ancora oggi le case e le attività commerciali locali, compresi alcuni bar per il rinfresco di benvenuto. La combinazione di significato storico e l’ambiente sopraelevato rendono il “Kala” come lo chiamano gli Albanesi, l’ideale introduzione a Berat. Con una visita guidata potrete conoscere la storia interna di queste difese.

Museo Nazionale iconografico Onufri a Berat

Il Museo delle Icone Onufri si trova nella chiesa di Santa Maria del XVIII secolo, che si trova all’interno della parte del Kala ancora abitata. In una città famosa per il suo patrimonio bizantino, il Museo dell’Iconografia offrirà una panoramica su uno degli artisti che hanno lavorato alle chiese nel 1500. Onufri è considerato il più importante pittore iconografico ortodosso dell’Albania, e ha rotto gli schemi nel modo in cui ha impregnato di umanità i suoi soggetti. Un’interessante curiosità – Onufri ha sviluppato una tintura rosa per le sue opere, ma ha tenuto segreta la formula e se l’è portata con sé nella tomba.

Mangalem e Gorica

A ridosso del Castello, si trovano questi due vecchi quartieri, che si trovano su entrambi i lati del fiume Osumi. Sul lato nord si trova Mangalem, tradizionalmente musulmano, mentre la cristiana  Gorizia si trova sulla riva sud. Entrambi i quartieri sono composti da stretti vicoli di antiche case di pietra bianca con piastrelle in terracotta, porte in legno e composizioni floreali fresche. Si potrebbe facilmente perdere qualche ora ad esplorare questi antichi quartieri. Gorica e Mangalem sono collegati dal ponte di Gorica, del 1780, composto da sette archi e soffuso di folclore. Una storia racconta che sul ponte c’era un sotterraneo segreto dove una ragazza fu imprigionata per placare gli spiriti che vegliavano sull’attraversamento.

Le Chiese di Berat

Berat è una città dove l’Islam e il Cristianesimo convivono da secoli. All’interno della cittadella, la chiesa ortodossa di Santa Maria di Vllaherna è del 1200 e presenta meravigliosi affreschi raffiguranti santi del 1500. Si trova sul fianco della ripida collina, all’interno del castello, e se entrate assicuratevi di ammirare i bellissimi mosaici pavimentali. La Chiesa di San Mitri non è in perfetto stato di conservazione, ma all’interno sono ancora visibili ampie porzioni dei affreschi originali che risalgono al 1607.

Dimal

Lungo le rive del fiume Osumi si possono vedere i primi resti della civiltà di Berat a partire dal 200 a.C.  Dimal rivestiva un’importanza strategica e politica vitale come roccaforte macedone nell’Illiria meridionale e svolse un ruolo chiave nella guerra illirico-romana. Quando il sito fu scoperto negli anni ’60 una delle prime cose scoperte fu una stoa, una sorta di passerella coperta fiancheggiata da colonne, lunga 30 metri. Il sito assomiglia molto al complesso archeologico della vicina città di Fier, e le numerose tegole stampigliate recuperate da Dimal danno un’indicazione della grande varietà di manifatture che si trovano nell’antico insediamento.

Museo Etnografico Nazionale

Un edificio in pietra del XVIII secolo con travi in legno e scalinate, questa attrazione offre una bella panoramica della vita in città dalla sua fondazione. Sono esposti numerosi manufatti legati all’industria artigianale locale e alla vita domestica, per cui è possibile visitare un autentico antico frantoio per le olive e vedere le esposizioni delle ceramiche che venivano utilizzate in città centinaia di anni fa. Date un’occhiata ai tessuti e ai costumi tradizionali, così come ai metodi utilizzati per tesserli. Un paio di stanze sono state allestite come salotti tradizionali o sale da pranzo, in modo da potersi immaginare come un ottomano di centinaia di anni fa.

Monte Tomorr

Sempre visibile ad est di Berat è il Parco Nazionale del Monte Tomorr, la cui vetta più alta raggiunge i 2.416 metri. Per gran parte dell’anno la catena montuosa è ricoperta di neve. Se siete in vacanza a Berat in estate, le alte temperature renderanno difficile la salita a piedi, ma ci sono operatori in città che offrono gite 4×4 alla cima del Monte Tomorr. In cima c’è un santuario appartenente all’ordine Bektashi dell’Islam sciita. Il percorso per la cima è meraviglioso, passando per uliveti, pinete e pascoli d’altopiano prima di entrare in un paesaggio di roccia esposta.

Cascata di Bogove

Ogni ora ci sono autobus da Berat verso Skrapar e se scendete a Bogove, sarete sulla strada per questa splendida cascata, circondata da una natura incontaminata. C’è un sentiero sterrato che porta direttamente dalla fermata dell’autobus fino alle colline, e dopo una passeggiata di circa mezz’ora si arriva al ruscello che si può seguire fino a raggiungere la cascata. La cosa interessante è che anche in piena estate l’acqua è incredibilmente fredda. È uno scenario incantevole per una fotografia, con una serie di cascate che alimentano una piscina color giada e una vegetazione verde tutt’intorno.

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